Ricamificio del Verbano

Chi siamo

Il Ricamificio del Verbano nasce nel 1972 come azienda artigiana operante nel settore ricamo. L’esperienza decennale, abbinata a un costante sviluppo tecnologico, ci ha conferito un ruolo di leadership nel settore del ricamo multiteste.

Il Ricamificio esegue in proprio il servizio di punciatura, operando con macchine di ultima generazione.

L’utilizzo di multiteste elettroniche accelera notevolmente la consegna del prodotto al Cliente.

La qualità del nostro lavoro consente a chi ci sceglie di promuovere la propria immagine in ogni settore.

La nostra storia

Una storia che unisce imprenditoria, talento, passione, sacrificio. Una storia di famiglia che tramanda nei decenni competenza tecnica e amore per le cose belle, con una stretta di mano a comunità e territorio.

Vicende a lieto fine, visto che nel 2022 l’azienda compirà 50 anni e appare ancora in grande spolvero.

Anzi, nessuna fine, perché le nozze d’oro vogliono essere un ponte verso il futuro. Con sguardo affettuoso al passato e rispetto per le radici poiché questa, come tutte le storie che si rispettano, ha un protagonista iniziale.

Giancarlo Bacchetta era un uomo buono, che ha saputo offrire a famigliari e discendenti un lavoro e uno stile di vita, dove ambizione, senso estetico e sostegno al prossimo sono andati a braccetto.
Aveva iniziato come saldatore in provincia di Ferrara, ma il desiderio di riavvicinarsi a Gattico lo portò a lavorare in un ex ricamificio del paese in provincia Novara.

Ma il colpo di fulmine non è solo affare di cuore fra due innamorati e per Giancarlo fu amore a prima vista con i ricami, si scoprì appassionato di questo settore produttivo. Il resto lo fece la frenetica magia di quei favolosi anni ’60 del secolo scorso, quando tutto pareva possibile nei vari ambiti della vita.

Gli italiani cercavano un riscatto dopo gli eventi bellici che avevano sconvolto mondo e coscienze. E Giancarlo era un buon italiano, voleva stoffa da ricamare ma aveva stoffa interiore e un sogno grande come il mondo. Come tutti quelli che sanno guardare lontano, volle migliorarsi e, con la mediazione di un parente disegnatore, frequentò una scuola a Gallarate per punciatori.

Oggi il mondo è cambiato sotto ogni aspetto, ma allora da un disegno si giungeva a un ricamo, le macchine leggevano schede di cartone.
La notorietà è un’arma a doppio taglio: è breve e fulminea se non la coltivi, ma sa premiare chi davvero eccelle.
E non tardò a bussare alla porta di Giancarlo, il quale divenne in breve tempo uno dei migliori nel raggio di chilometri.

Sotto casa, in via Roma, acquistò un tecnigrafo, cominciando a produrre schede ricamo per tutti i ricamifici della zona. Ma può mai accontentarsi chi sente la crescita scalpitargli dentro? Non gli bastava stare nel piccolo e si adopero’ per fondare un ricamificio tutto suo. Con un socio si mise in una società, da cui poi uscì, ma che gli consentì la soddisfazione di un’attività senza padroni.

Era il 1972 e Gattico assisteva alla nascita di un luogo creativo dove la professionalità incontrava la gente.
Già, perché Giancarlo pensava sempre agli altri, ai committenti che gli davano lavoro ma che voleva accontentare con lo spirito degli imprenditori per bene.
E c’era di più: portò questa umanità anche nella scelta della squadra, volgendo lo sguardo a giovani del paese. Secondo lui Gattico meritava un ricamificio di alto livello e qualche residente felice di lavorarci e farlo crescere.

Un’aria frizzante carezzava via Roma in quegli anni ’70, una decade d’oro per il ricamo in Piemonte e Lombardia. Quel periodo, già di per sé ottimo per l’espansione delle commesse ricevute, brillo’ di una luce luminosa, ovvero l’ingresso nella ditta di Giovanna Masseroni, moglie di Giancarlo.

I due diedero vita a un sodalizio professionale convogliando nel laboratorio l’intesa affettiva della vita privata. Giorni pieni di vita quelli, in un’evoluzione positiva che però nulla poté contro la crisi generale del settore.

La parabola negativa del ricamo, avvertita in tutta la Penisola, fece da cornice a criticità interne al gruppo di lavoro. Il quadro non era più così roseo, tanto che Giancarlo si convinse a vendere i telai tenendo comunque la struttura.

Arrivarono gli anni ’80, cambiamenti epocali si affacciavano in una società italiana ancora una volta chiamata alla crescita. Ma, se una ventina di anni prima la piccola e media impresa si poggiava su mezzi artigianali e meccanici, ora le primissime tecnologie reclamavano spazio.

Il lavoro non mancava, il fatturato era possibile ma cambiavano gli strumenti di produzione. Giancarlo, uomo duttile e accorto, non mollò la nave e capì che il viaggio poteva continuare anche se in acque nuove. Decise di comprare le multiteste, macchine più moderne di marca prima Zanks e poi Tajima.

Si evolveva di conseguenza il sistema di punciatura strizzando l’occhio all’elettronica in un percorso che dura ancora oggi sempre più digitalizzato. E il viaggio andava avanti sulle rotte tracciate fin dall’inizio, la famiglia si allargò con l’arrivo di Daniele, diplomato ragioniere, figlio di Giancarlo.

Il ricamificio giunse a una decina di dipendenti, Daniele giorno dopo giorno imparava il lavoro e si specializzava nella parte elettronica.
Con il trascorrere degli anni Giancarlo, dopo il tanto impegno profuso, gli lasciò spazio fino a concedergli il testimone nella guida.

Nuove sfide invitavano un giovane Daniele a misurarsi con la responsabilità dell’azienda famigliare e con un mercato del tutto diverso cui si era abituato il padre. Terminò il dialogo con le grandi marche, si passò al ricamo promozionale, la concorrenza cinese e nord africana si faceva stretta. Le agenzie pubblicitarie bussavano alla porta e un rinnovato presente faceva capolino.

Nel 2003 entra in scena Elena Klimok, diplomata, moglie di Daniele.

Il Ricamificio del Verbano oggi soddisfa esigenze del marketing pubblicitario nell’ottica di un nuovo business ancora da esplorare. Daniele ed Elena sono aperti a ogni bisogno del cliente.

Un esempio? Alle agenzie che erogano uniformi per la vestizione degli operai delle grandi aziende. O comunque ogni attività per cui il logo diventa un biglietto da visita.

Il Ricamificio è particolarmente incline ai gruppi sportivi anche in ragione del ruolo di Daniele come presidente del Novara Club Gattico, fan club della società calcistica Novarese, da anni impegnato a valorizzare il sano tifo e l’aggregazione sociale.

In tempi di pandemia sanitaria Covid-19, Daniele come titolare del Ricamificio, ha creato un portachiavi con la scritta “Andrà tutto bene” i cui ricavati, grazie ai fondi donati da un benefattore, sono stati devoluti all’ospedale Maggiore di Novara.

Altra iniziativa, sempre legata al coronavirus, ha indotto Daniele ad aiutare la Polizia Locale di Genova a realizzare una patch commemorativa. Della successiva raccolta fondi ha beneficiato la Protezione civile italiana.

Si dice che oggi si allunghi l’età della vita, ciò è valido anche per le aziende. Allora 50 anni sono tanti se si considera la storia passata, ma pochi se si mantiene l’entusiasmo per il futuro.

Daniele ed Elena stanno preparando un compleanno speciale per il 2022 con opere di miglioramento strutturale che li renderanno ancora più performanti in favore dei committenti. Con un caloroso ricordo di Giancarlo e Giovanna e la speranza di coinvolgere più avanti i figli.